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Giacomo Puccini

Il grande compositore Giacomo Puccini fu molto legato alla Valle del Serchio.
In questa zona della lucchesia, infatti, nel piccolo paese di Celle, nel comune di Pescaglia, la famiglia Puccini fin dal 1700 possedeva diverse proprietà.

In un’abitazione di questo paesino, che oggi è un interessante museo, Giacomo soleva trascorrere le vacanze nel periodo della giovinezza, periodo in cui si formò la sua passione per la musica.
Celle, che oggi si chiama Celle dei Puccini per ricordare le cinque generazioni di musicisti di questa famiglia, rese omaggio al grande compositore con una festa il 26 ottobre 1924: vennero collocati diciassette archi di trionfo lungo le strade del paesino, ciascuno riportante un titolo di una opera del maestro, e venne posta una lapide di marmo bianco sulla sua casa che ricordava appunto i trascorsi tra queste montagne.
La data del 26 ottobre 1924 rappresenta per Celle l’ultima visita del maestro, che infatti meno di un mese dopo morì a Bruxelles.

Nato a Lucca il 22 dicembre 1858, fin da giovane dimostrò una grande passione per la musica, passione certamente favorita dalla tradizione familiare.
Dopo gli studi giovanili si trasferì a Milano, dove nel 1883 conseguì il diploma e dove entrò in contatto con il mondo musicale milanese: qui ebbe il suo primo contratto con l’editore Ricordi.

Con l’opera “Manon Lescaut” del 1893, giunse finalmente il sospirato successo che gli portò notorietà e benessere.

Negli ultimi anni del secolo si trasferì in una villetta a Torre del Lago insieme alla compagna Elvira che poi diverrà sua moglie. Questa località, col suo placido lago, fu per Puccini fonte di grande ispirazione: “La Boheme”,”Tosca”, “Madama Butterfly”, nacquero qui.

Puccini era anche un compositore che amava molto “seguire” le sue opere e per questo compì molti viaggi in Europa e in America.

La morte lo colse nel novembre 1924 a Bruxelles, a causa di un tumore alla gola.
La “Turandot” fu l’ultima opera che scrisse e restò incompiuta mancando il finale dell’ultimo atto (che, sulla base degli appunti di Puccini venne terminato da Franco Alfano).

La “Turandot” venne presentata nel 1926 e il direttore d’orchestra, Arturo Toscanini, interruppe la rappresentazione proprio nel punto in cui si era fermato il maestro.

Giacomo Puccini compose 12 Opere, pagine corali tra cui una Messa e un Requiem, liriche per canto e pianoforte e varie composizioni strumentali.
Il catalogo di musica da camera annovera uno Scherzo, un Quartetto, una serie di Fughe tra i lavori scolastici per archi; quindi 3 Minuetti e l'elegia "Crisantemi", ripresi per "Manon Lescaut", anch'essi per quartetto d'archi.

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