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Vergemoli

VergemoliSuperficie Comunale: Kmq. 27,30
Popolazione:
399
Densità per kmq.
:15

Indirizzo: Via del Giardino, 1
Cap:55020
Tel.0583/764716
Fax 0583/764771

 

BusRistoranteRicettività turistica

Il comune di Vergemoli si estende ai piedi orientali della Pania della Croce, del monte Forato e della Pania Secca sul versante apuano della Garfagnana.
Del Comune fanno parte le frazioni di Fornovolasco, Campolemisi, San Pellegrinetto e Calomini, che, ricche di bellezze naturali, meritano una visita.

Vergemoli, citata per la prima volta in documenti ecclesiastici lucchesi del X secolo, quando con Trassilico e altri paesi era compresa nel piviere di Gallicano, fu possesso signorile dei Porcaresi fino al XIII secolo.
Seguì successivamente le sorti più generali della Garfagnana, coi lucchesi prima, poi dal 1451 con gli Estensi.
Gli estensi vi costruirono un castello e una chiesa romanica.

Sicuramente i punti di attrazione turistica più famosi di questa vallata, solcata dal torrente Turrite di Petrosciana, sono la Grotta del Vento e l’eremo di Calomini, visitate ogni anno da migliaia di turisti. Suggestivo anche se non facilmente raggiungibile il lago artificiale di Trombacco con le sue verdissime acque e l’arco naturale del Monte Forato dove in alcuni periodi dell’anno è possibile vedere tramontare il sole due volte.

 

LUOGHI DA VISITARE

Grotta del Vento
Meraviglioso mondo sotterraneo attrezzato per le visite turistiche con itinerari di una, due, tre ore. Con l’accompagnamento di guide esperte è possibile scoprire la complessa formazione del sistema carsico delle Apuane, stallattiti e stallagmiti traslucide, ampi saloni e profonde forre caratterizzano questa cavità.

Eremo di Calomini
Lo splendido complesso architettonico dell'Eremo di Calomini, costruito su una strapiombante parete rocciosa, è antecedente al 1361. In quell'anno si ha infatti notizia dell'esistenza della Chiesa chiamata S. Maria ad Martyres; dove si venerava la Madonna della Penna abbozzata in una statua di legno di salice, ancora esistente e oggetto di devozione.
Il Santuario è scavato quasi interamente nella roccia mentre settecenteschi stucchi artistici arricchiscono l’interno delle navate, solo nella sacrestia è visibile la roccia viva.

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